Questo è un’altro libro che mi ha tenuto compagnia nelle vacanze, è scorrevole e molto leggero.
Dai libri di questa autrice è stata tratta la serie TV “Provaci ancora prof.” con Veronica Pivetti.
Opinione:
Margherita Oggero è Torinese e perciò ha ambientato il giallo proprio nella sua città, per me è stato bellissimo immaginare le scene della storia proprio nelle strade in cui prendo il tram tutti i giorni.
La protagonista una professoressa di lettere al liceo chiamata “profia” che viene coinvolta in un omicidio, grazie alle sue intuizioni e al suo “amico” polizziotto, smaschera l’assassino.
Si mescolano nella storia lavoro, famiglia, ironia e riflessioni, un po’ la descrizione della realtà di tutti i giorni per ognuno di noi.
Frasi significative:
Ribellarsi alle inquietudini non serve a niente, meglio accettarle, come le rughe di eespressione. Senza inquietudini, o meglio senza questo tipo di inquietudine, non so se starei meglio.
La vecchiaia è una stagione orribile. Rovina il corpo, ruba la mente, fa affiorare lo scheletro e il lato peggiore dell’anima, quello che l’educazione e il rispetto di sè e degli altri avevano confinato giù giù in fondo, in una cella oscura. Il corpo esibisce le miserie della carne e la mente si rinchiude nei propri livori, egoismi, ossessioni, povero topo impazzito in un labirinto senza uscite. Dice cose che doveva tacere. Apre ferite. Distrugge equilibri faticosamente raggiunti. Gli anziani non ispirano la stessa tenerezza dei bambini, la stessa indulgenza affettuosa. Non riusciamo a perdonargli di essere quello che sono, quello che sono diventati. Quello che diventeremo anche noi.
L’innamoramento è sempre ridicolo, pensava distrattamente Camilla, a qualunque età e in qualunque contesto, se lo si guarda dal di fuori. Bisognerebbe avere l’innocenza della prima volta, non essere capaci di osservarsi e di sdoppiarsi, bisognerebbe abbandonarsi alla pienezza del vivere senza rifletterci sopra. Bisognerebbe essere nati almeno un paio di millenni fa e avere letto tanti libri in meno. Però anche così, anche con la bilancia della consapevolezza a calcolare tutte le tare possibili, l’innamoramento è un’avventura bellissima, un’incursione in un luogo noto eppure esotico.




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